miércoles, 8 de febrero de 2017

L'Argentina. Ricordi e letture, del Conte Angelo De Gubernatis (1898)




«ALLE LORO ECCELLENZE

IL DOTTOR AMANCIO ALCORTA
Ministro degli Affari Esteri

E IL COLONELLO ENRIQUE MORENO
Ministro dell’Argentina a Roma


Illustri Signori,

Uno di voi mi accompagnò con larghe commendatizie nel mio viaggio all’Argentina; l’altro mi accolse, con una provvida e generosa liberalità, appena io posi il piede a Buenos Aires. Per la vostra preziosa assistenza, io ho potuto compiere felicemente il mio viaggio, e dirne ora qualche cosa, come ne sento, a’ miei concittadini, con la fiducia che la voce sincera d’un viaggiatore italiano, che non ha tanto voluto godersi il vostro paese, quanto sentirne la vita, comprenderne il carattere ed i bisogni, indovinarne i desiderii, e ridire con parola semplice e schietta, ma calda, ciò che egli ha veduto, sia pure con molta fretta, ma con gli occhi bene aperti, e con la più onesta e legittima delle curiosità che un Italiano debba avere nell’Argentina, possa giovare a stringere le nostre due patrie. Ciò che vidi mi destò grande ammirazione e mi fece concepire alte speranze per il vostro paese, di cui voi servite così nobilmente gl’interessi, nelle sue relazioni internazionali. L’Italia e l’Argentina possono rendersi scambievolmente grandi servigi; basta che non si sviino l’una dall’altra, che non si perdano di vista, che non trascurino; i nostri interessi sono comuni; la vostra grandezza sarà la nostra; una parte del vostro benessere ridonderà pure a noi. Voi avete spazio che a noi manca; noi abbiamo braccia che mancano a voi; voi potete mettere nelle mani de’ lavoratori italiani una leva potente ai vostri interessi ed ai nostri. Bisogna dunque che la reciprocità de’ buoni rapporti sia continua. Io sono stato felice di trovar sempre i vostri alti pensieri conformi all’ideale che io mi sono fatto degli uffici che può prestare l’Italia in servizio della vostra patria, così fiduciosa, così accogliente, così disposta ad aprirci il suo latgo seno fecondo.
Tra voi due poi è stato un uomo egregio, che, per trovarsi ora lontano da Buenos Aires, chiamato a prestar l’opera sua intelligente e patriottica in altro stato americano, io non posso e non voglio qui dimenticare. Il Conte Pietro Antonelli nostro ministro nell’Argentina, a pena si persuase della bontà della missione pacifica e civile che m’ero imposta col mio viaggio, non mi lasciò più solo nel mio soggiorno in Buenos Aires, e secondò, con ogni suo potere, i miei intendimenti che gli erano parsi atti ad agevolare fra i nostri due paese un’alleanza più cosciente e più vivace. Lasciatemi dunque che, nell’offrirvi in debito omaggio, questi riconoscenti miei ricordi argentini, io accompagnai col vostro nome onorando, anche il suo che non disdice.
Quanto più faremo tutti per rendere meno straniere l’una all’altra l’Italia e l’Argentina, di maniera che venendo voi, Argentini, in Italia possiate quasi illudervi che essa sia una prosecuzione luminosa dell’Argentina, e venendo noi nell’Argentina possiamo immaginarci che continuiamo a trovarci in un’Italia allargata e più ricca, tanto più noi avremo ben servito il nostro proprio paese.
Ma è necessario che la stampa italiana e l’argentina diano lume insieme ai rispettivi governi, affinchè si tolgano, nelle nostre rispettive legislazioni, tutti quegli impedimenti che possano impedire i nostri viaggi, i nostri rapporti, i nostri commerci. Il libro che vi offro non ha la pretesa di risolvere alcuna questione; ma ho fiducia che gli Italiani i quali lo leggeranno aquisteranno un’opinione più alta del valore dell’Argentina; e nutro speranza che gli Argentini non isgradiranno le mie parole, le quali per esser quelle di un invitto idealista, non possono giungere discare in un paese ove uomini come il Sarmiento, hanno, seminando idee feconde, generato una nazione che promette di salire a molta grandezza.
Dio accolga il mio vivo augurio, e conservi alla patria argentina tutti que’ figli che la servono nobilmente al pari di voi.

Il vostro grato e riverente

ANGELO DE GUBERNATIS»


Conte Angelo De Gubernatis. L’Argentina. Ricordi e letture. Firenze: Bernardo Seeber Libraio – Editore, 1989.



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