martes, 21 de enero de 2014

Argentina, de Renata Mambelli (2009)




«Scese dal treno e affannate per strada sconosciute, sono arrivate al porto seguendo l’odore di salsedine e i passi degli altri. Tanta gente, così tanta. Valigie, cappelli, cesti, fagotti, bambini in collo: un corteo grigio e nero, macchiato dei vestiti a colori di qualche ragazza. Come una processione che scende verso il basso, verso il porto.
E qui, legata al molo come fosse sul punto di volare via, hanno trovato la nave.
Alta come una Chiesa, profonda di cunicoli infiniti, scalette, corridoi, tremante di un brivido continuo, un battere di cuore accelerato, ritmato dal rumore delle macchine.
Rumore, certo, chi avrebbe pensato che una nave fa rumore? Immaginavo qualche cosa di leggero, imparentato col vento, l’aria, il cielo, il silenzio. E invece no: la nave puzza, è nera, pesante e rumorosa, sa di ferro, di carbone, di olio e corde, risuona di passi e di grida e, soprattutto, trema in continuazione, come se fosse lei ad avere paura.
Quel tremito le sale lungo le gambe, le arriva al petto, e Assunta ora si chiede: cosa sono venuta a fare? Dove sto andando? Perché?»


Mambelli, Renata, Argentina. Firenze: Giunti, 2009.