miércoles, 29 de mayo de 2013

Bimbi al Sole (1930)



I bambini italiani residenti all'estero


«…sono l’innocenza, essi sono l’avvenire, essi sono la vita. Questi bimbi che, in questi mesi estivi, vengono in Italia da tutte le parti del mondo a godere il sole, l’aria, la luce della Patria, porteranno, nei paesi remoti dove li attendono le loro famiglie, un ricordo incancellabile e imperituro. Porteranno, prima di tutto, un ricordo di bellezza e nulla è più educativo della bellezza naturale su l’anima dei fanciulli. Ritornando, essi potranno dire, con piena coscienza della verità, che è verissimo quanto si legge nei libri, e cioè, che l’Italia è il paese più bello del mondo; che il suo cielo è il più limpido, che i suoi monumenti sono i più gloriosi, come quelli che attestano la più illustre delle civiltà. Ancora. Ritornando essi saranno i messaggeri di una più stretta solidarietà nazionale. Ai loro padri, che le vicende della vita obligarono ad emigrare, essi diranno che la Patria, sotto il segno del Littorio, non dimentica nessuno dei suoi figli; che tutti li vorrebbe accogliere ed ospitare nella sua rinnovata coscienza nazionale. Ma se questo non è possibile, questa ospitalità che essa offre ai fanciulli degli italiani residenti oltre le Alpi e oltre il mare, sta a provare con quale animo l’Italia di Mussolini vigila dovunque si parli la lingua di Dante.»


Bimbi al Sole, in «Il Legionario», 12 luglio 1930.

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