sábado, 11 de octubre de 2014

Pensieri e discorsi, de Giovanni Pascoli (1914)



«Io dico queste cose con la coscienza torba. Queste cose non si predicano a parole, ma a fatti. Per queste cose non si dice: Andate, ma: Venite. Io non ho quindi il diritto, di dirlo. Eppure... Eppure quelli infelici che qui erano, se volete, servi, ma là, oltre i monti e oltre i mari, sono Iloti, cioè servi di stranieri, mi sembra che mi accennino e mi chiamino. Anche me. Sì, io, cui s’imputa piuttosto che si riconosca la più inutile delle arti, io che sono considerato qua un disutile, là avrei avuto la mia missione e il mio fine: narrare quei dolori e quegli strazi e quelle ingiurie: sommuovere qua i cuori che obliano, e là consolare quelli che non obliano: e per la mia parte, che può essere la parte d’ognun di voi, o giovani buoni e forti, piantare i termini, là, delle nuove terre saturnie, e fondare le nuove città pelasgiche.
La nostra Università collocata sul mare e fra terre che danno tante vite all’emigrazione, a me par destinata più d’ogni altra a compiere, col mezzo dei suoi alunni, la riconquista dell’Italia nomade.!»
Giovanni Pascoli, «Una sagra» en Pensieri e discorsi, 1895-1906 [1914]

1 comentario:

  1. Qué hallazgo, este texto! Pascoli es muy interesante, gracias por compartir esto.

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