viernes, 4 de mayo de 2012

El mito de la colonización de las tierras


Utopías y especulaciones.
Advertencias en el Manuale dello emigrante italiano all'Argentina (1913).

Il sogno dell'emigrato [1]
Dinanzi a tanti esempi di colonizzazione propriamente detta, e tenendo conto del leggittimo desiderio dell'emigrato, di possedere un lotto di terra, è naturale la vostra domanda: - Che probabilità ho io, ultimo arrivato, di poter possedere uno di questi lotti? - Vi rispondo che nelle terre particolari la probabilità non è veramente molta, non perchè manchi terra da vendersi, ma perchè la speculazione ne ha elevato il prezzo molto al disopra della potenzialità finanziaria dell'emigrato, specialmente nelle località più centrali della Repubblica.

I territori
Questa probabilità cresce man mano che ci si allontana dai centri più popolati e si procede verso i Territorios, ancora per massima parte disabitati e non tutti adatti all'industria agricola propriamente detta. Il Governo argentino si preoccupa molto di questa difficoltà che incontra l'immigrante nel collocarsi e si sforza a costituire nuove colonie sullo stampo di quelle antiche, che tanto impulso dettero all'agricoltura; ma gli sforzi non sono ancora coronati di buon risultato; perchè certe terre poco fertili, dei territori, per es., della immensa Patagonia, non sono colonizzabili come erano quelle del centro della repubblica, le quali davano lavoro e pane a una densa popolazione agricola.

Terra governativa
Senza subbio il governo argentino, possiede moltissima terra, che noi diciamo demaniale, e all'Argentina chiamasi fiscale, e nel 1903 fu appunto votata una legge, alla quale tenne dietro il relativo regolamento, per riservare e distribuire le terre da colonizzarsi.

La legge delle Terre
Conviene che io vi dichiari subito che, per quanto sieno vastissime le zone di terra demaniali (fiscal) di cui il paese ancora dispone, pure non è molta la terra suscettibile di essere colonizzata per suddivisione in piccoli lotti, ed il cui prezzo sia quindi in relazione alla tasca dell'emigrante.
Oltracciò la qualità della terra, o per essere situata troppo al nord (Chaco, Formosa, Misiones), in clima caldissimo e disadatto all'europeo in genere, o per essere troppo al Sud (Patagonia), e battuta da venti incessanti, che non permettono alla vegetazione di prosperare, poco si presta alla colonizzazione agricola propriamente detta.
Tale terra il governo argentino la vende sì, ma non all'immigrante, che non potrebbe acquistarla, nè ha denaro per farla fruttare, ma all'industriale-rurale, al capitalista, il quale la destina all'allevamento delle pecore, il solo animale che possa vivere del prodotto del suolo in quelle latitudini.
Di terra veramente colonizzabile dall'europeo, e che possa essere da lui acquistata a respiro, poca, assai poca, ripeto ve n'è in Argentina.


El sueño del emigrado[2]
Frente a tantos ejemplos de colonización propiamente dicha y, teniendo en cuenta el deseo del emigrante de poseer un lote de tierra, es natural y razonable la pregunta: ¿Qué posibilidad tengo yo, un recién llegado, de acceder a uno de estos lotes? Le respondo que en las tierras particulares no hay muchas probabilidades; no porque falte tierra para vender sino porque la especulación ha elevado el precio mucho más allá de las posibilidades financieras del emigrante, especialmente en las zonas más prósperas de la república.

Los territorios
Esta probabilidad crecerá sin embargo en la medida que se tome distancia de los centros más poblados y en dirección de los Territorios, todavía casi deshabitados y no todos aptos para la industria agrícola propiamente dicha. El gobierno argentino se preocupa por las dificultades que encuentra el emigrante para colocarse y se esfuerza por construir nuevas colonias a la manera de las antiguas, que tanto impulso dieron a la agricultura. Pero sus esfuerzos no han dado, hasta ahora, buenos resultados. En parte porque se trata de tierras poco fértiles como es el caso de la inmensa Patagonia. Sin duda, el Estado posee muchísimas tierras que nosotros llamamos demaniale y en Argentina reciben el nombre de tierras fiscales. En 1903 fue votada una ley que regula la reserva y distribución de las tierras para colonización.

La ley de tierras
Conviene aclarar desde un comienzo que, si bien son vastísimas las zonas con tierras fiscales, son pocas las susceptibles de ser colonizadas mediante su división en pequeños lotes a precios razonables para el bolsillo del emigrante; por otra parte, cuenta también el problema de la calidad de la tierra. Situados muy al norte, en el caso de Chaco, Formosa o Misiones, con un clima caluroso y hostil para el europeo en general; o situados muy al sur, en el caso de la Patagonia, azotada por incesantes vientos que no permiten prosperar a la vegetación, estos territorios se prestan poco a la colonización agrícola propiamente dicha. En general son vendidas por el gobierno argentino –no al emigrante, que tiene escasos recursos– sino a capitalistas que tienen dinero para explotarlas y las destinan a la cría de ovejas, el único animal que puede vivir del producto del suelo en aquellas latitudes.
En conclusión: las tierras verdaderamente colonizables por el emigrante y que pueden ser adquiridas a plazos son pocas, muy pocas.


[1] R.Commisariato dell'Emigrazione, Manuale dello emigrante italiano all'Argentina. 2a edizione, interamente rifatta dall'autore: Prof. Arrigo de Zettiry. Roma: Stab. Tip. Società Cartiere Centrali, 1913. 
[2] Manual del emigrante italiano. Traducción, selección y prólogo: Diego Armus. Buenos Aires: Centro Editor de América Latina, 1983.




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