"In Calle Corrientes, vicino al Politeama, uno fra i più grandi teatri della città, c'era, e credo vi sia ancora, un caffè frequentatissimo, e quasi esclusivamente da italiani: è un grande stanzone, così scuro anche di giorno, che appena ci si vede; ingombro di sgabelli e di tavolini male in gambe, e guarnito torno torno da vecchi divani coperti d'incerato nero. Da una parte, dinanzi ad uno scaffale intarlato pieno di bottiglie d'ogni colore e grandezza, vi è il banco del caffettiere, e in fondo alcune porte che mettono in varie stanze, grandi, abbastanza illuminate, dove si dànno convegno i giuocatori di toppa, di macao, di piattello, di passatella ed altri simili giuochi che vanno, più di una volta, a terminare con una coltellata, o con un colpo di rivoltella. In quella bottega di caffè si raduna il fior fiore della feccia coloniale.
Uno che vi entri per la prima volta se galantuomo non vi ritorna, e se vi ritorna, in pochi giorni entra nel branco. Vi si vedono tutti i tipi caratteristici delle varie regioni d'Italia, e vi si sentono parlare tutti i dialetti. Vi si trovano giovani sulla ventina e uomini maturi, facchini, operai, camerieri a spasso, manutengoli, negozianti di ciarpami e rigattieri, vagabondi senza nessun mestiere e molti recien llegados che scoraggiati, per non esser riusciti in pochi giorni a trovarsi un mezzo onesto per vivere, ne vanno a cercar lì uno più facile, senza badar tanto per la sottile. Se sapeste, ragazzi miei, quanti colpevoli fabbrica (dirò così perchè mi intendiate) questa benedettissima America!
Non è mica vero che tutti i cattivi, e tutti i delinquenti chi vi si trovano sieno fuggiti là per sottrarsi a qualche condanna avuta nei loro paesi. Ve ne sono molti anche di quelli, ma ve ne son pur tanti partiti dalle loro case galantuomini, onesti, con le migliori disposizioni al lavoro e con i più fermi propositi di procurarselo in ogni modo, e a costo di qualsiasi sacrifizio, e finiti malviventi della peggior specie laggiù, o perché trascinati dal cattivo esempio o perchè travolti dalle dure necessità della vita.

L'America è il sogno dorato di tutti i giovinetti. Non ve n'è uno, che montato dai discorsi di questo o di quello, oppure da libri malsani, non sogni le cave d'oro o di brillanti, gli zii favolosamente ricchi, le facilissime fortune, la vita fortunosa e spensierata in mezzo alle Pampas, i misteri terribili, e le facili glorie. Anch'io fanciullo ne ho vagheggiato il miraggio seduttore, e giovanotto ne ho provato le delusioni dolorosissime.

Collodi Nipote (Paolo Lorenzini), Chitarrino e Tirindello. Storia quasi vera di due birichini in America. Séguito al Testamento di Berlingaccio e alle Avventure di Chifellino. Firenze, Biblioteca Bemporad per i ragazzi, 1909.
Fotografías:
Avenida Corrientes, en la década del 30, apenas ensanchada.
Esquina Calle Suipacha y Avenida Corrientes.
Pizza en La Boca, 1929.
Café de los Inmortales, Avenida Corrientes, 1922.
Avenida Corrientes, en la década del 30, apenas ensanchada.
Esquina Calle Suipacha y Avenida Corrientes.
Pizza en La Boca, 1929.
Café de los Inmortales, Avenida Corrientes, 1922.