jueves, 24 de noviembre de 2016

Fernanda Bravo Herrera premiata a Pescara, Renata Adriana Bruschi (2016)





Intervista a cura di Renata Adriana Bruschi, pubblicata su “Tribuna Italiana”, n° 1588, del 17.11.2016, p. 13.
Disponibile sul link: Tribuna Italiana n° 1588.


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Premio Internazionale Flaiano di Italianistica




VINCITORI
PREMIO INTERNAZIONALE FLAIANO DI ITALIANISTICA
- TUTTE LE EDIZIONI –



2002
Daniela Amsallem - Lione
Peter Kuon - Vienna
E’anna O’ Cellachàin - Edimburgo
Joanna Ugniewska - Varsavia

2003
Ginette Herry - Parigi
Mladen Machiedo - Croazia
Millicent Marcus - San Francisco
Irmgard Scharold - Amburgo

2004
Marcel Schneider - Parigi
Smaranda Bratu Elian - Bucarest
Tibor Szabò - Budapest
Minoru Tanokura - Tokyo

2005
Rita Marnoto - Lisbona
Gerard Marino - Parigi
Federica Brunori Deigan -Washington

2006
Lucia Re e Paul Vangelisti - Los Angeles
Larissa G. Stepanova - San Pietroburgo
Ariel Rathaus - Haifa

2007
Dagmar Reichardt - Amburgo
Teodolinda Barolini - New York
Adel El Siwi - Egitto

2008
Laura Benedetti - Washington
Thomas Stauder e Angela Barwig - Amburgo
Prof. Andreev – Mosca

2009
Tian Shigang - Shanghai
Margherita Heyer-Caput - San Francisco
Stefano Fogelberg Rota - Stoccolma

2010
Pal Jòzsef - Budapest
Yasuko Matsumoto - Tokyo
Stanislao G. Pugliese - New York

2011
Laura Lahdensuu - Helsinki
Jiri Spicka - Praga
Marisa Trubiano - New York

2012
Edward Goldberg - Toronto
Philip Cooke - Edimburgo
Alfred Noe - Vienna

2013
Konrad Eisenbichler - Toronto
Joseph Farrell - Edimburgo
Augustine Thompson - New York

2014
Geo Vasile - Bucarest
Barbara Kornacka - Varsavia
Sanja Roic - Zagabria

2015
Ole Meyer - Danimarca

2016
Fernanda Elisa Bravo Herrera – Buenos Aires
Armando Maggi - Chicago
Miriam Oravcová - Bratislava




Resocconto di Italianistica - Premi Internazionali Flaiano 2016





XV PREMI INTERNAZIONALI FLAIANO PER L'ITALIANISTICA - LA CULTURA ITALIANA NEL MONDO


Otto sono i libri selezionati quest'anno dagli Istituti Italiani di Cultura all’estero e dai membri della giuria per la partecipazione alla 15^ edizione del Premio Internazionale Flaiano per l'Italianistica, organizzato dalla Fondazione Edoardo Tiboni, dall'Associazione Culturale Ennio Flaiano e dal Centro Nazionale di Studi Dannunziani in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Ufficio III della Direzione Generale del Sistema Paese) e con gli 83 Istituti Italiani di Cultura sparsi per il mondo.
Le otto opere selezionate sono risultate le seguenti:

1. Bravo Herrera Fernanda Elisa - Huellas y recorridos de una utopìa. La emigraciòn italiana en la Argentina - Istituto di Cultura di Buenos Aires
2. Harrison Thomas - In the Wake of Musil and Conrad: the Story of History in Claudio Magris "Alla cieca" - Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles
3. Madárasz Imre - Amore ed io. Letture di poesie petrarchesche - Budapest
4. Maggi Armando - Preserving the Spell: Basile's The Tale of Tales and Its After-life in the Fairy-Tale Tradition - Istituto di Cultura di Chicago
5. Marnoto Rita - O Petrarquismo Portoguês do Cancioneiro Geral a Camões - Istituto di Cultura di Lisbona
6. Miziołek Jerzy - Chopin e l'Italia - Istituto di Cultura di Varsavia
7. Oravcovà Miriam - L'analisi critica dei testi delle opere minori di Giovanni Boccaccio: Vita di Dante, Rime, L'Elegia di Madonna Fiammetta - Istituto di Cultura di Bratislava
8. Vasile Geo - Presagio del miracolo di Mario Luzi - Istituto di Cultura di Bucarest

La commissione giudicatrice, presieduta da Dacia Maraini e composta da Edoardo Tiboni, presidente dei Premi Internazionali Flaiano di Letteratura, Cinema, Teatro, Televisione e Radio, Dante Marianacci, presidente del Centro Nazionale di Studi Dannunziani, Giorgio Patrizi, professore ordinario di Letteratura italiana presso l'Università degli Studi del Molise e Paola Ciccolella, in rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dopo attento e approfondito esame delle opere, delle relazioni e delle schede illustrative fatte pervenire alla Segreteria organizzativa del Premio dai Direttori degli Istituti Italiani di Cultura all'estero, pur riconoscendo l'alto valore di tutte le opere partecipanti ha deciso, sulla base della votazione di ogni singolo componente fatta pervenire per corrispondenza alla Segreteria del Premio (c/o Mediamuseum- Piazza Alessandrini,34 - Pescara), di assegnare i seguenti tre premi ex aequo:

- Bravo Herrera Fernanda Elisa - Huellas y recorridos de una utopìa. La emigraciòn italiana en la Argentina (Tracce e ricordi di un'utopia. L'emigrazione italiana in Argentina) - Istituto di Cultura di Buenos Aires
- Maggi Armando - Preserving the Spell: Basile's The Tale of Tales and Its After-life in the Fairy-Tale Tradition (Preservare l'incantesimo - Lo cunto de li cunti di Basile e la sua sopravvivenza nella tradizione della fiaba) - Istituto di Cultura di Chicago
- Oravcovà Miriam - L'analisi critica dei testi delle opere minori di Giovanni Boccaccio: Vita di Dante, Rime, L'Elegia di Madonna Fiammetta - Istituto di Cultura di Bratislava

Il ponderoso volume di Fernanda Elisa Bravo Herrera pubblicato dalla Editorial Teseo, presentato dall'Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires rappresenta un contributo molto importante allo studio ed alla conoscenza dell'emigrazione italiana in Argentina del XIX e XX secolo, con un apparato documentario e letterario che prende in considerazione lettere, romanzi, testimonianze, racconti di viaggio, canzoni, poesie, teatro e altre fonti, facendo riferimento a molti autori, tra i quali Nievo, De Amicis, Pascoli, Zanzotto. Si tratta in definitiva, come opportunamente sostiene Romano Luperini nella prefazione, di un lavoro che "colma una lacuna e riempie un silenzio".
L'approfondito studio di Armando Maggi, pubblicato dalla University of Chicago Press, prendendo lo spunto dal famoso libro di fiabe di Giambattista Basile "Lo cunto de li cunti" (tornato di attualità grazie al recente film di Matteo Garrone), che viene approfonditamente analizzato nel capitolo introduttivo, mettendo in evidenza gli elementi del folclore, ma anche quelli più significativamente letterari (Apuleio etc), estende il discorso alla cultura e alla letteratura europea ed americana. Lo scopo è di dimostrare come il libro di Basile esprima una ricchezza nuova che passata attraverso la cultura romantica tedesca e i Fratelli Grimm, che composero riassunti delle 50 fiabe dell’autore napoletano, ora per la prima volta tradotte e riproposte da Maggi nella versione inglese in appendice al volume.
Miriam Oravcova, nel suo saggio, pubblicato a Nitra, sintetico ma assai ricco di nuovi spunti (presentato dall’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava), che vuole anche essere un omaggio a Dante nella ricorrenza del 750 anniversario della nascita, ripercorre criticamente  alcune delle opere considerate minori di Giovanni Boccaccio, come Le rime e L’Elegia di Madonna Fiammetta, soffermandosi particolarmente sulla Vita di Dante; opera in cui Boccaccio difende il capolavoro dantesco dai suoi detrattori considerandolo un’opera di grande valore. A tale scopo e per meglio illuminare la vita del Sommo Poeta, Boccaccio si servì anche di testimonianze di prima mano da una figlia e dalla nipote di Dante.

Le tre opere  dei vincitori del Premio di quest'anno, che si aggiungono ai 44  degli anni precedenti e rappresentano una parte importante delle eccellenze della cultura italiana nel mondo ed entreranno a far parte della biblioteca "Il libro italiano nel mondo" dedicata ai vincitori del Premio Flaiano d'Italianistica e agli oltre 300 volumi degli altri partecipanti alle varie edizioni riuniti in questa speciale sezione all'interno del Mediamuseum di Pescara.

La cerimonia di consegna dei Premi, consistenti nel Pegaso d'oro, si terrà a Pescara presso il Mediamuseum venerdì 21 ottobre alle ore 18,00 nell'ambito del  43^ Convegno Internazionale "Le città di d'Annunzio. Erbe, parole, pietre". La cerimonia si concluderà con un concerto di musiche da film eseguito dal gruppo di fisarmoniche "Diapason armonico".




Pescara, 7 ottobre 2016

Premi Internazionali Flaiano 2016 di Italianistica “La cultura italiana nel mondo”




El 21 de octubre de este año, en el Mediamuseum de la ciudad de Pescara, en el marco del Convegno Internazionale “Le città di D’Annunzio”, se realizó la ceremonia de entrega de Premi Internazionali Flaiano 2016 di Italianistica “La cultura italiana nel mondo”, en su XV edición. Este prestigioso Premio lo otorgan la Fondazione Edoardo Tiboni, la Associazione Culturale Ennio Flaiano y el Centro Nazionale di Studi Dannunziani, con el apoyo Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale y la colaboración de los 83 Istituti Italiani di Cultura en el mundo que proponen anualmente libros publicados en los diferentes países, en italiano o en la lengua local, que se ocupen de la cultura y de la literatura italiana. Este año, de los ocho libros seleccionados por los Istituti Italiani di Cultura, obtuvieron este reconocimiento ex aequo los siguientes ensayos:

- Bravo Herrera Fernanda Elisa - Huellas y recorridos de una utopía. La emigración italiana en la Argentina (Tracce e percorsi di un’utopia. L’emigrazione italiana in Argentina) - Istituto di Cultura di Buenos Aires
- Maggi Armando - Preserving the Spell: Basile’s The Tale of Tales and Its After-life in the Fairy-Tale Tradition (Preservare l'incantesimo - Lo cunto de li cunti di Basile e la sua sopravvivenza nella tradizione della fiaba) - Istituto di Cultura di Chicago
- Oravcovà Miriam – L’analisi critica dei testi delle opere minori di Giovanni Boccaccio: Vita di Dante, Rime, L'Elegia di Madonna Fiammetta - Istituto di Cultura di Bratislava.




Formaban parte del jurado del Concurso la escritora Dacia Maraini, Edoardo Tiboni (presidente dei Premi Internazionali Flaiano di Letteratura, Cinema, Teatro, Televisione e Radio) y los profesores Dante Marinacci (Presidente del Centro Nazionale di Studi Dannunziani), Giorgio Patrizi (Università degli Studi del Molise) y Paola Ciccolella (representante del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di Italia).



Imágenes:
Primera fotografía: Prof. Dante Marianacci y Dra. Carla Tiboni.
Segunda fotografía: Armando Maggi, Fernanda Elisa Bravo Herrera, Miriam Oravcovà, Dante Marianacci.
Tercera fotografía: Mediamuseum, Pescara.



XV Premi Internazionali Flaiano per l'Italianistica - La cultura italiana nel mondo





Servicio de Rete 8. “Premio Flaiano 2016- I vincitori per l’Italianistica”
 (18 de octubre de 2016).




Pescara, i vincitori dei Premi Internazionali Flaiano di Italianistica – La Cultura Italiana nel mondo. Il Premio Internazionale Flaiano di Italianistica, giunto alla sua XV edizione, e’ stato istituito nel 2002, nell’ambito del Premi Internazionali Flaiano di Letteratura, Teatro, Cinema e Televisione, come sezione speciale, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Promosso ed organizzato dall’Associazione Culturale Ennio Flaiano, il Premio Flaiano valorizza il lavoro degli italianisti nel mondo e, in molte realta’ geografiche, gode di notevole considerazione tra gli studiosi del settore. Sin dalla sua istituzione, il Premio Flaiano -Sezione Italianistica- si e’ avvalso della collaborazione del MAECI attraverso la rete degli Istituti di Cultura che hanno curato la diffusione all’estero del bando e la segnalazione delle migliori pubblicazioni, aventi per tema argomenti di cultura italiana, in lingua locale o in lingua italiana, realizzata nell’anno precedente. In questa edizione, la giuria del premio, composta da esperti di cultura internazionale e presieduta da Dacia Maraini, ha assegnato il prestigioso riconoscimento alla scrittrice argentina Fernanda Elisa Bravo Herrera per il suo lavoro Huellas y recorridos de una utopìa. La emigraciòn italiana en la Argentina – Istituto di Cultura di Buoenos Aires. Al secondo posto, Armando Maggi con il suo libro Preserving The Spell: Basile’s The Tale of Tales and Its After-Life n the Fairy Tale Tradition – Istituto di Cultura di Chicago. Il terzo premio è stato assegnato alla scrittrice Miriam Oravcovà con la sua analisi critica dei testi delle opere minori di Giovanni Boccaccio: Vita di Dante, Rime, L’Elegia di Madonna Fiammetta – Istituto di Cultura di Bucarest. I tre vincitori ritireranno il Premio a Pescara il prossimo 21 ottobre nel corso della cerimonia di Premiazione presso il Mediamuseum a partire dalle ore 18,00. Nell’ambito dell’iniziativa il Professor, Dante Marianacci, presidente del Centro Nazionale di Studi Dannunziani, ha presentato il 43° Convegno dedicato alle “Città di d’Annunzio. Erbe, parole e pietre.”

Testo preso da: Pescara, i vincitori dei Premi Internazionali Flaiano di Italianistica

lunes, 10 de octubre de 2016

Las puertas de la tierra, de Agustín Zapata Gollan (1937)




«Y en medio de la noche, como un desafío, los gringos reunidos a bordo cantaron en coro las canciones de la tierra lejana, frente a la ciudad que no había cantado nunca. Muchos años después, los santafesinos ­–que habían dormido siempre– recordaban que aquella noche no habían podido atrapar el sueño porque sobre el campanario de las iglesias donde revoloteaban los murciélagos y vozneaban las lechuzas, había pasado, libre y cándido, el canto de los gringos en un vuelo augural hacia el desierto.»



Agustín Zapata Gollan, Las puertas de la tierra. Santa Fe: Universidad Nacional del Litoral, 1937.


lunes, 3 de octubre de 2016

"Copla del mar", de Héctor Pedro Blomberg (1920)




«Había nacido predestinado al mar.
En la vieja ciudad donde nació, en 1879, oyera vagas leyendas de gentes fabulosas que habitaron aquel barrio de casonas melancólicas y viejísimas. Uno de aquellos seres lejanos habíase llamado Toscanelli, y sus manos trémulas y sus ojos casi ciegos habían compuesto cartas geográficas para un rubio marino de Génova, que descubrió el Nuevo Mundo.
Pablo Agostinelli quedó huérfano a los nueve años, y vagando de pueblo en pueblo, llegó a Nápoles, con los pequeños piés doloridos y manchados con el polvo de todos los caminos de Italia.
Fue su primer barco un velero griego. Después, en el rudo aprendizaje de las olas, conoció otros. Blancos bergantines cingaleses, con olor a especias y marineros color cobre, goletas escandinavas, tripuladas por rubios gigantes taciturnos; bricks ingleses; corbatas holandesas; pailebotes españoles…
Apenas se acordaba donde había nacido.


*
*      *

[…]
En la cueva subterránea de la calle 25 de Mayo bullía un rebaño humano, sudoroso y febril.
Agostinelli, bebiendo a sorbos su cerveza, miraba las figuras deformes, lamentables, de aquellas mujeres que se arrastraban lentamente entre los bebedores, las bocas desdentadas, los ojos cansados, y volvían a su memoria las visiones de los infiernos de otros puertos.
El mundo era grande, pero en todas partes era igual.
El pecho le seguía doliendo, y algunas veces, cuando tosía, escupía sangre.
Resolvió quedarse en tierra algún tiempo, hasta que estuviera bien.
¿Pero dónde encontrar trabajo en tierra? Fuera de las faenas de a bordo, lo único que sabía era cargar bultos y cocinar. Pero con el pecho destrozado por dentro, lo primero imposible.
Había oído decir muchas veces que en Buenos Aires no era difícil encontrar trabajo. Y sabía un poco de español.
El dueño de la fonda estudió el caso, y le aconsejó que se fuera a las colonias agrícolas de Santa Fé.
Y allá se fué Agostinelli, con sus dolores al pecho, contento por una vez en su vida de alejarse del mar. Ya no le perseguía el olor de los entrepuentes, ni el recuerdo de los negros enfermos de escorbuto, ni de los contramaestres que desmayaban a palos a los marineros.
Y al hundirse en las tierras llanas, doradas por el sol, bajo el cielo transparente de América, ya ni se acordaba de la canción de los pescadores de Nápoles, del llamamiento del mar azul:

“Vede o mare quanto é bello….!”


*      *
*

Dos años estuvo Agostinelli en Santa Fé, rodando de colonia en colonia, trabajando, ora como cocinero, ora como peón.
Un día, cerca de la frontera santiagueña, conoció en un humilde velorio a una mujer flaca, morena, no fea, que gemía junto al cadaver amarillento de un peón que había sido asesinado la noche antes.
Ella y su hombre habían llegado de muy lejos al empezar la cosecha, y a él una noche lo mataron después de una partida de naipes.
Agostinelli ayudó a enterrar al muerto, y propuso unir su destino al de la solitaria.
Instaló un boliche, con sus economías y durante un año, secundado por la infeliz, trabajó en la tierra extraña.
En las noches cálidas, mientras ella dormía, Agostinelli se sentaba en la puerta del boliche y contemplaba a lo lejos la masa obscura de la selva dormida, las trémulas estrellas.
El pecho le dolía como antes. ¿Qué lejano parecía su pasado del mar! La colpa estaba muda en su recuerdo. Apenas se acordaba de aquella Lucía de la pensión de Amsterdam…
Lo único que a veces turbaba sus sueños era la visión de aquel muerto que arrojaron al mar cuando estaba preso en la sentina del vapor que iba a Charleston.
Durante un año todo fuë bien, y el ex-marinero juntó cerca de dos mil pesos, sima fabulosa para él, que siempre había ganado dos francos diarios.
Pero un día llegó la viruela a la colonia. El borde de la selva se llenó de cruces, y la sumisa compañera de Agostinelli cayó bajo la peste.
Cerró el boliche y la cuidó, sin asco ni temor, pero la pobre se fué una madrugada, mientras cantaban los pájaros en la selva.
Agostinelli la enterró piadosamente. En todas partes era igual. Cuando no era la pobreza, la miseria, era la muerte.
Abandonó el boliche y se fue a Buenos Aires.»


Héctor Pedro Blomberg, “Copla del mar” en Las puertas de Babel. Buenos Aires: Cooperativa Editorial Limitada. Agencia General de Librería y Publicaciones, 1920.

Imágenes:
“Velero iluminado” (1955) de Benito Quinquela Martín.
Fotografía de Héctor Pedro Blomberg.